.

BloGianco [ Un pò di tutto quello che mi passa per la testa... realtà, fantasia, sogni, ricordi, desideri, illusioni, delusioni... ]
 


 caminante... no hay camino...

se hace camino al andar...

                Antonio Machado

Quando fai qualche cosa

 hai contro tutti quelli che fanno la stessa cosa

hai contro tutti quelli che fanno il contrario

hai contro tutti quelli che non fanno niente

Ryke Geerd Hamer

 

        gianco@mailcity.it


24 gennaio 2012


Bamboccioni e no...

dice il viceministro Martone che "...laurearsi dopo i 28 anni è da sfigati". Mi ricorda i bamboccioni di Padoa Schioppa.

Sarà anche come dice il viceministro, sarà anche che succede che qualcuno si laurea tardi perchè prende tutto come un gioco, però io prima di fare un affermazione del genere  starei attento ad entrare un pò nel merito.
Se la media europea di laurea è sotto i 24 anni e quella italiana è sopra i 27 come dice Pier Luigi Celli, direttore generale della Luiss di Roma, quindi un addetto ai lavori, ci sarà pure un motivo. Ed il motivo non può essere che i nostri ragazzi sono meno intelligenti dei coetanei europei. Mi rifiuto di pensare ad una castroneria del genere.
Forse dovremmo guardare come sono strutturati i nostri piani di studio. A partire dalle elementari. Forse dovremmo dare più risorse alla scuola. Forse dovremmo pagare meglio i professori, magari imponendo che la scuola si faccia mattina e pomeriggio, e impedendo i compiti a casa. 
Per sgombrare il campo da ogni equivoco, non faccio l'insegnante e nella mia famiglia non ce ne sono. Ho però seguito le carriere scolastiche dei miei figli e potrei scrivere un libro sulle incongruenze del nostro sistema scolastico.
La laurea breve è stata una imbecillità colossale. 
Non eravamo preparati per affrontare la laurea breve. Andava studiata diversamente e sperimentata. Non buttata lì sul tappeto. 
La scuola va rifondata. L'università va rifondata. Così com'è non funziona e sarà sempre peggio.
E vanno create opportunità per i nostri giovani. quanti giovani si sono laureati nella media europea e sono ancora precari? Mi piacerebbe parlare con il signor Martone. E magari costringerlo a chiedere scusa.




permalink | inviato da Gianco il 24/1/2012 alle 16:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


19 dicembre 2011


"Si la mujer aborta, el varon puede abusar de ella"





Peccato che forse non riuscirete a capire, ma vi aiuto io.
Al minuto 2 di questa omelia l'ineffabile vescovo, parlando di aborto, dice testualmente:

“Matar a un niño indefenso, y que lo haga su propia madre, da a los varones la licencia absoluta, sin límites, de abusar del cuerpo de la mujer”

cioè:

“Uccidere un bambino indifeso, e che lo faccia addirittura sua madre, da all'uomo la licenza assoluta, senza limiti, di abusare del corpo della donna”


Se non ci fosse da piangere, bisognerebbe ridere fino alle lacrime per la pericolosa stupidità di quest'uomo.
La Chiesa non può pensare e permettere che l'aborto sia legale. Ma giustifica lo stupro se ad essere stuprata, senza limiti, è una donna che ha abortito.
In Italia, quindi, dove l'aborto è legale, per questo principe della Chiesa sarebbe lecito e legale anche lo stupro.
Poi la Chiesa si meraviglia dell'indignazione che suscitano alcune prese di posizione contro il clero.
Non stiamo parlando di un pretonzolo qualsiasi, ma di Javier Martinez, arcivescovo di Granada.
La cosa più miserevole è che nessuno si sia alzato e lo abbia mandato a cagare.
E comunque avete mai sentito che questo signore sia stato buttato a calci fuori dell'Arcivescovado?
Assolutamente no. Il sullodato a tutt'oggi è ancora Arzobispo Metropolitano de Granada (Arcivescovo Metropolitano di Granada).
Invece la Chiesa si preoccupa di non pagare l'ICI.
Spero davvero che Dio li fulmini.




permalink | inviato da Gianco il 19/12/2011 alle 17:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


14 dicembre 2011


Benzina e manovra

Ieri sera ho fatto il pieno di benzina. 111 euro con la benzina a 1,727 euro che corrispondono a 3343,93 delle vecchie svalutate lirette. Ho un'applicazione sul telefonino che mi consente di tenere sotto controllo il consumo di benzina ed i relativi costi. Bene, un anno fa, per la stessa quantità di benzina spendevo 91 euro. 20 euro in meno. Credo che una smoccolata non ci stia malissimo.
comunque, roso dalla curiosità sono andato a cercarmi l'elenco delle accise sulla benzine.
Non ci crederete, ma paghiamo ancora per la guerra di Etiopia del 1936 o per la crisi di Suez del 1956.

Ecco l'elenco completo:
1,90 lire per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935-1936;
14 lire per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963;
10 lire per il finanziamento dell'alluvione di Firenze del 1966;
10 lire per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968;
99 lire per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976;
75 lire per il finanziamento del terremoto dell'Irpinia del 1980;
205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
22 lire per il finanziamento della missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina del 1996;
0,020 Euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
0,0073 Euro in attuazione del Decreto Legge 34/11 per il finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali.
0,040 Euro per far fronte all'emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011, ai sensi della Legge 225/92
0,0089 per far fronte all'alluvione in Liguria ed in Toscana del novembre 2011.
0,112 Euro sul diesel e 0,082 Euro per la benzina in seguito al Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 "Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici" (Manovra Monti) del governo Monti.
Il dato ufficiale del Ministero dello Sviluppo Economico ("STRUTTURA DEL PREZZO MEDIO NAZIONALE DEI PRODOTTI PETROLIFERI") riporta per le accise gli importi che seguono:
Benzina senza piombo: 0,6221 Euro
Gasolio auto: 0,4810 Euro
GPL auto: 0,125 Euro

Naturalmente non è finita qui, perchè in Italia dobbiamo naturalmente pagare le tasse sulle tasse. E' una perversione tipica tutta nostra. Ed allora su queste cifre dobbiamo pagare l'IVA.
Per cui arriviamo a

Benzina senza piombo: 0,7527 Euro
Gasolio auto: 0,5820 Euro
GPL auto: 0,1513 Euro

Mi lasciate smoccolare da solo?




permalink | inviato da Gianco il 14/12/2011 alle 10:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


13 dicembre 2011


Vita morigerata per vivere a lungo? Ma nemmeno per idea...

Se non ci credete, fate un salto a Vilcabamba in Ecuador.

C’era un uomo che in 127 anni di vita è stato in ospedale una sola notte, l’ultima, quando è morto. C’è una donna che fa la sarta e, superati i novanta, riesce ancora a infilare il filo nell’ago senza mettersi gli occhiali. E ci sono infine dei baldanzosi vecchietti che non hanno mai smesso di far sesso, se non è leggenda il fatto che uno di loro, nonagenario, ha regalato ben tre figli alla sua giovane sposa. Cose straordinarie che accadono qui a Vilcabamba, più che una città un grande sperduto borgo della Sacra Valle, nel Sud dell’Ecuador, che a 1.500 metri sul livello del mare gode di una perenne primavera con temperatura costante dai 19 ai 25 gradi; e ha come sfondo la scintillante cordigliera delle Ande. È dai primi anni Settanta che, grazie alle ricerche del prof. Alexander Leaf della Harvard University, Vilcabamba incuriosisce il mondo: e insieme a lei altre due località, ugualmente remote e sconosciute (Hunza, arroccata sulla catena del Caucaso, e Ogimi, nell’isola di Okinawa, in Giappone), vengono considerate capoluoghi della longevità, poiché ciascuna delle due annovera tra i propri abitanti una dozzina di persone che hanno superato i cent’anni. Per esempio Timoteo Arboleda Hurtado, 98 anni portati bene: la fronte adombrata dall’ala del cappello, schiacciato in testa, l'occhio furbo, mento e mandibole adornate da un’ispida barbetta bianca. Ogni giorno fa dieci chilometri a piedi: cinque di buon mattino per raggiungere la sua tenuta in montagna e cinque la sera per tornare a casa, in tutto due ore abbondanti di strada. La moglie, racconta, è morta qualche anno fa ma lui non si sente solo, circondato com’è dallo stuolo chiassoso di figli, nipoti e nipotini, cui è legato - dice - dal «filo di ferro dell’affetto». E aggiunge: «Dio permettendo, vorrei restare ancora un poco in questa valle di lacrime».

Un po’ meno tosto José Manuel Picoita Rojas, all’incirca 105 anni, che ha 6 figli e molti acciacchi: «Soffro di cuore e di cervello — lamenta — e ho la pressione alta. Mia moglie è volata in cielo tredici anni fa e io abito ora con l’una o l’altro dei nostri ragazzi e le loro famiglie. Quand’ero giovane camminavo molto, partivo il lunedì e tornavo il sabato. Domenica la messa, anche se ero un poco di buono. E mi son pure divertito, señoritas, vino e tabacco. Adesso è come se il mio corpo si fosse addormentato». Quattro passi più in là, le due donne che incontro sono sfuocate come stampe, antiche e quasi non respirano, ciascuna con un secolo alle spalle. Sella Adolphina Parapineda ha un che d’aristocratico e d’autoritario ed è più grigia del muro della sua casa davanti al quale sta rigidamente seduta. Dei 9 figli che ha avuto ne sono rimasti tre. Ha conosciuto la povertà e la solitudine. Qualche evasione? «Sono andata una volta a Quito». Ciò che invece spaventa in Ermelinda Castillo è la pelle del volto e delle braccia, che tiene scoperte: tutta una fitta ragnatela di rughe, nere e profonde, come si vedono negli antichi crateri. In compenso esibisce una mini-palizzata di denti d’oro e gli orecchini. Il marito, morto quattro anni fa, le ha lasciato 6 figli: «Uno di loro — bisbiglia — è sparito dopo il servizio di leva, credo sia stato ammazzato lungo la frontiera col Perù durante una battaglia contro i guerriglieri Farc della Colombia».

Il segreto della longevità tra i monti di Vilcabamba


Nel 1971, quando Vilcabamba contava solo 819 abitanti (oggi, circa cinquemila), già nove ultracentenari passeggiavano per le sue strade: e alla base della longevità - spiega un medico di Quito - non c’è niente di arcano ma una semplice dieta che consiste in 1.200 calorie al giorno, con basso contenuto di grassi e colesterolo, per ridurre l’insidia delle malattie cardiache. Alla salute della gente contribuiscono l’alimentazione (grande consumo dei prodotti locali) così come l’acqua di sorgente della Sacra Valle, che è «speciale». È fuori strada chi pensa che il buon stato di salute esibito dagli ultracentenari sia da attribuirsi alla morigeratezza dei costumi e del modo di vivere. Niente di più falso. Gli abitanti di Vilcabamba e dintorni - fanno notare i sociologi - sono inclini per indole agli eccessi peggiori: fumano come turchi e bevono come cosacchi naufragando in sbornie colossali, apocalittiche. Il loro tabacco preferito si chiama «Chamico», i cui effetti secondo gli esperti sono anche più gravi di quelli provocati dalla marijuana e dalla cocaina, allucinazioni, perdita della memoria, eccitazione, furia distruttiva. Se poi al fumo si aggiunge l’alcool, tracannando un «puro», un’aguardiente d’alta gradazione simile al rum, allora apriti cielo, non c’è più limite a niente, si entra nel ciclone della follia. Per evitare di esserne coinvolto - è il più ovvio consiglio rivolto al turista straniero - tieniti il più lontano passibile dal «Chamico» come dal «puro».

Una piacevole singolarità di Vilcabamba è che la popolazione femminile supera quella maschile: il rapporto è di tre dame per due caballeros. Ma i compilatori dì statistiche avvertono che sono stati sempre gli uomini a superare il limite di oltre 130 anni di età. Contrariamente a quanto avviene nel resto del Pianeta Terra, nella Sacra Valle dell’eterna primavera gli uomini vivono più a lungo delle donne. Però ci sono le eccezioni. È il caso di Maria Josefa Ocampo Rojas, che ha raggiunto i 1O3 anni ed è stata proclamata Madre Centenaria, mentre il marito, Miguel Leon, la precedette nella tomba ad appena cent’anni. Le donne si sono aggiudicate primati eccezionali. Alcune signore avrebbero partorito dopo i 50 e perfino, in rarissimi casi, dopo i 60. Non poteva mancare, affrontando il tema della longevità, la tentazione di attribuirla a poteri magici, come quelli emanati dal Mandango, la montagna degli dei dove s’erano stabiliti gli Incas, che diffondeva ondate di beatitudine. Alla fine, però, sarà necessario rinunciare all’arcano, e seguire, dal ’69 in poi, l’indagine del cardiologo ecuadoriano Miguel Salvador che a Vilcabamba esaminò 338 persone, tra uomini, donne e bambini per scoprire che nessuno di loro non solo non era affetto da arteriosclerosi e disfunzioni cardiache ma neanche dal cancro, dal diabete e dall’Alzheimer. E potè anche constatare, in quella circostanza, che gli uomini sopra i 65 anni erano «straordinariamente sani».

Come viene ricordato nel libro «Eterna Juventud», Vilcabamba è ormai entrata a far parte, a pieno merito, dell’Ecoturismo e le sue strade come le verdi balconate oltre i duemila metri sono diventate mete assidue di turisti provenienti da ogni parte del mondo, dall’Europa come dalla Cina, dal Canada come dal Sud America. Non deve quindi sorprendere che, mentre si parla di eterna gioventù si stia lanciando una proposta, anche se vaga: per un Istituto Nazionale di Gerontologia dal momento che gran parte della popolazione è costituita da super-vegliardi. Se è vero quanto si racconta in giro, un distinto signore ultra novantenne si sarebbe spontaneamente sottoposto all’indagine di una giovane scienziata tedesca che voleva accertare se e fine a che punto la libidine degli anziani della regione avrebbe resistito agli assalti del tempo. Per il dottor Wilson Correa, da 25 anni medico condotto a Vilcabamba, non esiste alcun problema di erezione tra i vecchi del contado, se mai occorre spegnere gli erotici furori: come il giorno che si trovò di fronte quell’energumeno di Eulogio Carpio, convolato a nozze, lui novantenne, con Giulia Leon, una «muchacha jovencita», quel che si dice una ragazzina, cui diede tre figli. «Ebbene, dopo aver parlato con lui e con altri come lui — ricorda ora Wilson come fosse ieri — giunsi a questa conclusione: che il sesso dei centenari è frequente e di buona qualità». Mi è capitato spesso di parlare con donne che vengono da me per un consiglio e talvolta mi pregano di dar loro qualcosa, ma invece che per se stesse per i rispettivi mariti che non le lasciano mai in pace, sempre smaniosi di portarsele a letto».

Ogni qualvolta ti affacci a una casa, in quel di Vilcabamba, ti offrono una tazza di tè, fatto — assicurano — con erbe miracolose che hanno la facoltà di disinfettare i reni e senti raccontare a lungo la storia dell’eremita Johnny Lovewisdon che fece del villaggio una specie di «Shangri-la», qualcosa di simile a un paradiso himalayano edificato negli anni Trenta dalla fantasia dello scrittore inglese James Hilton nel suo romanzo Orizzonti Perduti. A Vilcabamba, sostiene il Dr. Correa, «la gente mangia sano», cioè fa ricorso a un’alimentazione naturale, con prodotti genuini della terra, frutta e verdure, e in una zona dove gli alberi ossigenano di continuo l’atmosfera e l’aria è limpida e pura: sono proprio tutte queste cose messe insieme ad assicurare la longevità. Ma basta un furgone che passa a velocità sparata nella piazza vomitando ritmi e canzoni a tutto volume che la calma e la serenità agreste vengono spazzate via d’un colpo. Altro che «Shangri-la». Gli stessi repentini mutamenti sarebbero in corso a Hunza, sulla sponda del Mar Morto, in Georgia (ex Unione Sovietica), dove Stalin ebbe i natali e dove il grande Capo Shirali Muslimov mise incinta la moglie quand’era un giovanotto di appena 136 anni e sarebbe poi morto di vecchiaia a 168. Come quella di Vilcabamba, l’acqua di Hunza conterrebbe minerali con effetti antiossidanti che a loro volta agirebbero contro il processo di invecchiamento degli esseri umani: fenomeno che tuttavia non è stato ancora scientificamente accertato. Camminando lungo l’Avenida e nella città dell’eterna giovinezza oltre che dentro il turbine dei tuoi pensieri, la riflessione che subito ti aggredisce è che di eterno non c’è proprio nulla. Ed è penoso chiudere una così bella giornata con uno di quei verdetti dell’Ecclesiaste che grondano amarezza da tutte le parti.






permalink | inviato da Gianco il 13/12/2011 alle 9:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


12 dicembre 2011


Senza parole...




permalink | inviato da Gianco il 12/12/2011 alle 12:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


12 dicembre 2011


Chiariamo una cosa!!

Sono un italiano del Sud, innamorato nell'ordine dell'Italia, del Sud, della Puglia, della mia città.

L'amore si sa è sentimento irrazionale ed a volte gli oggetti del nostro amore non lo meritano affatto.
Ma come si dice... al cuore non si comanda.
Per questo motivo è facile che una cosa detta contro l'Italia, o contro il sud o contro la mia regione o contro la mia città mi faccia saltare la mosca al naso.
Questo non mi impedisce di vedere i nostri problemi, tanto quelli di nazione quanto quelli di territorio, e non capire che spesso siamo noi stessi colpevoli di quello che succede.
Non sopporto però il qualunquismo becero nascosto nelle frasi tipo:
"Che vuoi fare siamo italiani..."
O in quelle di ugual tenore aventi come oggetto di volta in volta i meridionali e le loro colpe ataviche.
Intendiamoci.... molte sono vere. Moltissime sono inventate di sana pianta.
Per questo condivido, parola per parola, l'articolo di Lino Patruno, ed invito a leggere l'ultimo rapporto Svimez. 
Forse qualche idea più chiara ce la facciamo.










permalink | inviato da Gianco il 12/12/2011 alle 11:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


11 dicembre 2011


Terronismo?

Prendo spunto da alcuni commenti fatti al mio post sull'Unità d'Italia, nei quali vengo velatamente tacciato di "terronismo" per pubblicare un articolo non molto vecchio di Lino Patruno che sicuramente dice cose interessanti e ci costringe a porci domande interessanti.

Evito commenti sull'autore dei commenti (mi si perdoni il bisticcio). 
Nei sui commenti ci sono alcuni link al suo blog. 
Ognuno può farsi l'opinione che preferisce.

Banca del Sud affare del Nord



di Lino Patruno



Per favore, fateci capire sulla Banca del Sud. Ci vogliono entrare le Banche popolari del Nord, e allora uno dice: finalmente si sono convinti che al Sud si può lavorare bene. Poi però si apprende che pretendono il 60 per cento: cioè appropriarsene.


Le Banche popolari del Nord sono quelle che curano gli interessi delle piccole e medie im­prese settentrionali. Atroce sospetto: la Banca del Sud cavallo di Troia per venire ancòra una volta a fare affari al Sud. Magari come 150 anni fa, quando vennero per “portare” la libertà e finirono per “portarsi” il territorio.


Ma a pensare male si fa peccato. Poi però si apprende inoltre che il candidato alla guida di questa Banca del Sud è Massimo Pon­zellini, presidente della Banca popolare di Mi­lano, città più vicina alle Alpi che al Me­diterraneo, anche se, udite udite, è la città che ospita la Conferenza sul Mediterraneo. De­vono aver scambiato l’acqua salata con la ne­ve. Merito principale di Ponzellini, oltre a tutto il suo curriculum vitae ecc. ecc., essere gradito a tal Umberto Bossi, che così si can­dida a mettersi alla testa anche del Mezzo­giorno. Bisogna però ammirare la coerenza storica. Anche la Cassa per il Mezzogiorno fu una Cassa per il Mezzogiorno ma fece tornare quasi tutti i soldi al Nord: Cassa per il Set­tentrione. Una partita di giro per l’acquisto di prodotti del Nord, per i lavori pubblici che le imprese del Nord vennero a eseguire al Sud, per gli incentivi che le medesime si presero al Sud senza che nessuno controllasse mai se i capannoni che innalzavano diventavano in­dustrie (si dovrebbe organizzare un viaggio nei cimiteri meridionali delle industrie mai nate).


Coerenza storica ma anche continuità sto­rica. Nei giorni scorsi, “La Stampa” di Torino ha avuto l’ammirevole onestà di riportare quanto ogni anno il Nord esporta al Sud: circa il 70 per cento della sua produzione. Se ci aggiungiamo i servizi (esempio la spesa delle Regioni meridionali per i ricoveri al Nord) e i costi dell’emigrazione (un laureato costa al Sud circa 100 mila euro e ne emigrano 80 mila all’anno), si arriva a 96 miliardi di euro che il Sud trasferisce ogni anno al Nord.


Dal Nord al Sud scendono invece 50 miliardi all’anno (il famoso “Sacco del Nord”). Anzi non scendono dal Nord al Sud, ma da chi è più ricco e paga più tasse (diciamo) a chi è meno ricco: scendono insomma anche da un lom­bardo benestante a un lombardo malestante. Principio di solidarietà alla base di tutti i moderni Stati democratici. Anche se fa dire all'ineffabile Bossi che il Sud vive a spese del Nord (titolo della “Padania” per la festa dell’unità: “Il Nord paga, il resto d’Italia festeggia”).


Il Sud si deve fare restituire 46 miliardi all’anno. Anzi di più. Perché non solo nel frattempo la spesa pubblica dello Stato con­tinua a essere maggiore al Nord (lo dice il ministero di Tremonti). Ma bisogna aggiun­gerci i 25 miliardi (almeno) di fondi Fas de­stinati appunto alle aree svantaggiate e finiti invece a coprire il taglio dell’Ici in tutt’Italia, la cassa integrazione soprattutto per le aziende del Nord, le multe ai lattivendoli padani che hanno prodotto più del pattuito fregando per primi i colleghi altrettanto padani. Ma per loro Bossi ha un debole.


Perciò crede ancora alla Befana chi teme che la Lega Nord voglia la secessione stac­candosi dal resto d’Italia. Saranno un po’ ru­stici ma non fessi. L’articolo uno del loro sta­tuto parla di “indipendenza” della Padania, cioè appunto di secessione. Ma non aggiunge se deve essere secessione statale o economica. E’ sufficiente quella economica. Cioè quella che si sta realizzando e sarà definitiva col federalismo: ciascuno si tiene il suo. Ma già il Nord, come abbiamo visto, si tiene quello del Sud. Il quale starà ancòra peggio perché, es­sendo più debole, non potrà che aumentare le tasse per dare almeno stessi asili e bus di ora.


E però la parola d’ordine è la solita: col federalismo il Sud starà meglio. Bisognerebbe sospettarne solo perché lo dicono Calderoli e compagni, notori malefattori del Sud. Il Sud dovrebbe stare meglio perché si dovrebbe go­vernare meglio. Detto da chi, col Paese terzo indebitato del mondo, continua ogni anno ad aumentare la spesa pubblica invece di dimi­nuirla.


Inutile aggiungerci contorni. Caro carbu­rante: le addizionali regionali penalizzano il Sud. Assicurazione obbligatoria auto: il 50 per cento in più di costo al Sud perché, teorizzano, più a rischio truffe (ma anche se uno non ha mai fatto incidenti paga di più rispetto a uno altrettanto “buono” del Nord). Ci sono troppi alpini meridionali, mandiamoli via. E gli insegnanti meridionali al Nord devono cedere il posto a quelli locali anche se questi sono so­mari e loro bravi. Infine viene il cantante Grignani a Bari e di fronte a un impianto audio difettoso che il suo stesso staff aveva controllato dice: siamo in Puglia non a Ber­gamo. Anzi Berghèm.


da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 25 marzo 2011




permalink | inviato da Gianco il 11/12/2011 alle 10:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


10 dicembre 2011


Quanta pazienza dovremo avere ancora?


Alessandra Mussolini ha dichiarato: «Togliere il vitalizio ai parlamentari o almeno renderlo non immediatamente fruibile? È come se ci mandassero nudi per strada. Poi è ovvio che uno si ammala, prende l'influenza, si aggrava, arriva la polmonite. I cittadini vanno in pensione a 65 o 67 anni? Bene, allora noi della presunta "casta" andiamoci a 70. 
Questa soglia dei 60 non ha senso. Per colpa di pochi, quelli che si sono arricchiti con la politica e i soldi sottobanco, paghiamo tutti. Per i cittadini soffriamo ancora poco. Vogliono vederci soffrire ancora di più. Se abbassassero i nostri stipendi a 1000 euro al mese, la gente ci vorrebbe veder prendere 500 euro».




permalink | inviato da Gianco il 10/12/2011 alle 9:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


9 dicembre 2011


Maledetti pensionati

Fra le varie norme della nuova manovra c'è quella per cui pensioni superiori a 500 euro non saranno più pagate in contanti, ma attraverso conti correnti o altri sistemi di pagamento.
Fondamentalmente è giusto.
'Sti stronzi di pensionati pensavano di poter contare su 5-600 euro da poter spendere allegramente evadendo il fisco. E adesso il castiga-monti li ha puniti a dovere.
Scherzi a parte, pur condividendo l'impianto generale della manovra, non posso non notare provvedimenti esilaranti come questo.
Il pensionato, una volta avuto l'accredito sul suo conto corrente non dovrà prelevarli in contanti quei 500 euro per mangiare, vestirsi e pagare il fitto? Vabbè... mangiare, vestirsi e pagare il fitto si fa per dire...

Stavo pensando però che il problema dell'indebitamento pubblico si potrebbe risolvere alla radice sopprimendo direttamente il lavoratore giunto all'età della pensione.
Avete idea dei vantaggi?
1. Non bisognerebbe più pagare la pensione.
2. I contributi accumulati andrebbero allo stato per ridurre il debito pubblico.
3. Paradossalmente si potrebbe riportare l'età pensionabile a 60 anni. Si libererebbero tanti posti per i giovani.

Adesso glielo scrivo a Monti.




permalink | inviato da Gianco il 9/12/2011 alle 10:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


28 aprile 2011


Tramonti africani





permalink | inviato da Gianco il 28/4/2011 alle 12:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     dicembre